Re Abdallah di Giordania dopo lo sventato golpe: tutto è finito

Il sovrano parla alla nazione: "La rivolta è stata stroncata sul nascere, Hamzah è sotto la mia cura"

Re Abdallah di Giordania

Re Abdallah di Giordania

globalist 7 aprile 2021
Patti chiari e amicizia lunga.
Potrebbe essere questo l'epilogo della storia del tentato Colpo di Stato in Giordania, uno dei pochissimi Paesi del Medio Oriente che si può definire stabile politicamente e non impegnato in una guerra.
"La crisi è finita", ha detto re Abdullah di Giordania nella sua prima dichiarazione da quando, sabato scorso, era arrivata la notizia di alcuni arresti in relazione ad un presunto tentativo di golpe, nel quale sarebbe stato coinvolto anche il suo fratellastro Hamzah.
Che, ha detto, è "sotto la mia protezione".
"Vi assicuro - ha detto Abdullah in una dichiarazione letta in suo nome alla tv di Stato - che la rivolta è stata stroncata sul nascere.
La sfida di questi ultimi giorni è stata la più pericolosa per la stabilità del Paese, ma è stata la più dolorosa per me". 
"Niente può avvicinarsi allo shock, al dolore ed alla rabbia che ho sentito - ha aggiunto il re giordano - come fratello, capo della famiglia hascemita e leader di questo caro popolo".
"Hamzah, oggi - ha poi detto re Abdullah II, in un tentativo di rassicurare sulle sorti del fratellastro - è con la sua famiglia, nel suo palazzo, sotto la mia cura". 
Il principe, ha concluso il sovrano, "si è impegnato davanti alla sua famiglia a proseguire il cammino dei nostri padri e dei nostri nonni, a essere fedele al suo messaggio e a mettere l'interesse della Giordania, della sua Costituzione e delle sue leggi sopra ogni altra considerazione".