La salvezza non è escludere, rifiutare, mandare al patibolo ma è amore, accoglienza e perdono

Non si può rispondere a tutte le domande: dazi, guerre, crisi economiche e sociali la dicono lunga in merito. Non si deve rispondere a tutte le domande.

La salvezza non è escludere, rifiutare, mandare al patibolo ma è amore, accoglienza e perdono
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Rocco D'Ambrosio Modifica articolo

5 Aprile 2025 - 19.46


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l Vangelo odierno: In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più»
(Gv 8, 1-11 – V quaresima/C).

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Gesù “si mise a scrivere”. E’ uno degli atteggiamenti più curiosi che troviamo nel Vangelo.  Attorno a lui un caos e lui… scrive! Il caos lo conosciamo: è stata sorpresa una donna che si appresta a compiere qualcosa di illegale e immorale, ovvero una prostituta che sta per vendere il suo corpo. La scena è ricca di tensioni e richieste, dure e aspre. Gli interlocutori di Gesù presentano un ragionamento che non fa una grinza: la donna è stata sorpresa in flagrante; la legge di Mosè è chiara: va lapidata. Ragioni e tensioni, astio e rifiuto vanno a mille. E Gesù che fa? Gesù si china e si mette “a scrivere col dito per terra”.

Non si può rispondere a tutte le domande: dazi, guerre, crisi economiche e sociali la dicono lunga in merito. Non si deve rispondere a tutte le domande. Non bisogna rispondere specie quando sono false domande che ipocritamente hanno già una risposta che è tenuta nascosta, per diversi motivi. Infatti loro avevano già deciso che lapidarla era ciò che andava fatto e la domanda era solo fatta “per metterlo alla prova e avere motivo di accusarlo”. Ecco perché scrive per terra: forse perché non vuol cadere nella trappola della falsa domanda, né tantomeno avere a che fare con chi ha una visione molto ristretta della realtà. “Quando la coscienza comune – scriveva Primo Mazzolari – è troppo ostinata, è inutile andarle incontro”.

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E veniamo alla risposta. Non riguarda la legge di Mosè, né riguarda la donna e ciò che ha fatto. Riguarda la mia, la tua responsabilità, quella dei presenti, quella di tutti. E cos’è la responsabilità? E’ il rispondere di sé, prima del far rispondere gli altri. La risposta di Gesù è ormai proverbiale, la usiamo molto spesso: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. Tuttavia, forse, la usiamo più per difenderci, quando siamo tirati in ballo e sono scoperte le nostre colpe, che per riconoscere e crescere nella nostra personale responsabilità. Gesù sa bene che, in materia, i tempi sono molto lenti; per questo, forse, si rimette a scrivere in attesa che le responsabilità siano assunte… cominciando dai più anziani.

E Gesù? E la sua responsabilità? La sua responsabilità è quella di salvare non condannare. La salvezza non è classificare, escludere, rifiutare, mandare al patibolo; ma è amore, accoglienza, perdono. Certo la donna ha sbagliato, Gesù lo sa e lo ricorda lei indicandole il d’ora in poi non peccare più. Ma Gesù guarda avanti, rispetto al nostro peccato, guarda alla nostra liberazione e redenzione, che può avvenire solo abbracciandoci a Lui e attingendo alla sua grande misericordia.

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