Georges Simenon: oltre Maigret, un viaggio tra vita e cinema
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Georges Simenon: oltre Maigret, un viaggio tra vita e cinema

La mostra Georges Simenon. Otto viaggi di un romanziere, dal 10 aprile a Bologna, esplora l'autore. Curata da John Simenon e Luca Farinelli, raccoglie documenti, foto e filmati per raccontare un'opera ancora attuale.

Georges Simenon: oltre Maigret, un viaggio tra vita e cinema
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3 Aprile 2025 - 17.29 Culture


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Una grande mostra dedicata a Georges Simenon dal titolo Georges Simenon. Otto viaggi di un romanziere, si terrà a Bologna dal 10 Aprile all’ 8 Febbraio. L’ originalità dell’iniziativa sta nel fatto che a curarla è stato suo figlio, John Simenon, insieme al direttore della Cineteca Luca Farinelli.

Simenon non è solo Maigret, infatti a questo proposito il figlio ha affermato intanto di aver conosciuto l’ opera del padre solo a quarant’anni, per poi sostenere: “Mi piace Maigret, ma non è fra i miei preferiti”. Tra i romanzi che più lo hanno segnato figura La neve era sporca, per semplici ragioni affettive: “C’è una frase che ho sentito fin da bambino e adolescente: “il mestiere di uomo è difficile”.

Organizzata all’ interno degli spazi della Galleria Modernissimo, l’ esposizione svelerà tutte le sfaccettature dello scrittore belga, oltre al celebre commissario. “Come Adelphi – ha spiegato il direttore Roberto Colajanni – ci siamo occupati come osservatori partecipanti di questa mostra che svela tutto ciò che Simenon era”.

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Il legame tra Simenon e l’Italia è profondo. Il nostro Paese è quello con più lettori dell’autore, che collaborò con Mondadori dal 1932 prima di passare, nel 1984, ad Adelphi, dopo un lungo corteggiamento di Roberto Calasso. L’inizio di questa nuova fase editoriale fu segnato dalla pubblicazione di Lettera a mia madre, un’opera dolorosa e intensa che rivelò Simenon oltre i suoi gialli.

Ma Simenon è anche viaggi, reali e interiori, un bisogno di libertà. Il percorso espositivo ripercorre le tappe della sua vita: dalla natìa Liegi alla Parigi degli anni ’20, poi la decisione di vivere in barca con la prima moglie Tigy (un album di famiglia ritrovato è tra i documenti esposti), i reportage fotografici, il trasferimento negli Stati Uniti e l’incontro con la seconda moglie.

Nel cinema, la sua opera ha lasciato un’impronta immediata. Il primo romanzo di Maigret fu pubblicato nel 1931 e già nel 1932 arrivò la prima trasposizione cinematografica, La nuit du carrefour di Jean Renoir, con Pierre Renoir nei panni dell’ispettore. “È lui il Maigret che preferisco, insieme a Depardieu”, ha dichiarato John Simenon. E su Gino Cervi, indimenticabile volto televisivo del commissario, ha ricordato: “Era rimarcabile fisicamente. Ma non posso dire altro perché non capivo quando parlava”. Eppure tra l’attore italiano e Simenon c’era un forte legame di amicizia: “Quando veniva in Svizzera per cure, passava sempre a trovarlo”.

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Una testimonianza che l’opera di Simenon è ancora viva. In autunno uscirà Maigret et le crime de la rue de Bellechasse, diretto da Pascal Bonitzer con Denis Podalydès nel ruolo del protagonista.

L’allestimento della mostra è stato curato dallo scenografo Giancarlo Basili (noto per L’amica geniale, Hammamet, Il Caimano e collaboratore di Marco Bellocchio). L’esposizione si estende su 1300 metri quadrati e raccoglie 856 documenti, tra cui inediti, 900 fotografie proiettate su maxischermi e una quarantina di filmati.

Dietro questo grande progetto c’è John Simenon, che ha lavorato dieci anni per realizzarlo. Per sei anni aveva cercato di portarlo a Liegi, la città natale del padre, senza successo. Finalmente Bologna ha accolto l’iniziativa, con il sostegno dell’assessore alla Cultura Daniele del Pozzo, che l’ha definita “uno straordinario progetto”.

Per il pubblico italiano, Georges Simenon è l’ideatore di Maigret. Ma per il figlio John, era semplicemente il padre: l’uomo forte e rassicurante che lo aspettava a casa quando tornava da scuola.

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