Matteo Salvini ha più volte precettato i lavoratori che volevano esercitare il loro diritto costituzionale di sciopero ma, a turbare il suo concetto di democrazia, è il dibattito sulla possibilità di confermare o meno il terzo mandato per i sindaci italiani.
«Se dei cittadini apprezzano il loro sindaco, di qualsiasi colore politico, o il loro governatore, non vedo perché dopo 10 anni bisogna cambiare per forza, soprattutto quando ha fatto bene e ha mantenuto le promesse. Togliere loro questa possibilità per legge è una sottrazione di democrazia».
«Non c’è limite di mandati per un parlamentare e per un Ministro non vedo perché ci deve essere per un sindaco. Poi ovviamente spetta ai cittadini di votarlo o meno. La politica non deve avere paura dei bravi amministratori». Su questo argomento, ha poi aggiunto il Ministro, «la posizione della Lega è sempre stata chiara a favore, così come sulla re-introduzione delle Province, che adesso ci sono a metà come un dopolavoro, invece le Province si occupano delle scuole dove vanno i nostri figli e delle strade che percorriamo per andare a lavorare».
Sulla frase di Flavio Tosi che ha detto, riferendosi a Zaia, che «se venisse concesso il terzo mandato si rischia di tornare al Ventennio», Salvini ha risposto: «a sembra davvero una fesseria. Votano i cittadini del Veneto così come delle altre regioni, spetta a loro la decisione. Se qualcuno ha paura che i veneti possano rivotare Zaia, e io sarei contento vuol dire che sta lavorando bene».
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