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25 aprile Toti: "Chi non vuole dare le armi agli ucraini rinnega i partigiani morti imbracciando un mitra"

Il presidente della Liguria Giovanni Toti. Le parole della senatrice Segre sono definitive: oggi «Bella Ciao» deve essere cantata per i difensori ucraini

25 aprile Toti: "Chi non vuole dare le armi agli ucraini rinnega i partigiani morti imbracciando un mitra"

globalist

24 Aprile 2022 - 18.35


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Alla vigilia del 25 aprile le polemiche non si placano. «Ha ragione chi oggi chiede di essere netti tra fascismo e antifascismo. Peccato che chi lo sta chiedendo spesso stia dalla parte, o si accompagni, con chi il fascismo lo giustifica. Sto parlando di chi oggi sostiene l’equidistanza tra Russia e Ucraina, di chi sostiene che un Paese invaso e un invasore siano paragonabili così come un aggressore e un aggredito. Chi oggi crede che non si debba aiutare la resistenza ucraina per non causare spargimento di sangue, dovrebbe sostenere che nella Seconda Guerra Mondiale sarebbe stato meglio non opporsi all’invasione dei nazisti, perché farlo avrebbe causato vittime e dolore».

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Lo ha scritto sui social il presidente della Liguria Giovanni Toti.

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«Chi oggi sostiene di non fornire armi ai resistenti ucraini, rinnega i partigiani morti imbracciando un mitra inglese o americano. Oggi il fascismo sta dalla parte dell’equidistanza, dell’indifferenza, o peggio della contiguità con l’invasione, semplicemente perché non si vuole riconoscere la superiorità del sistema democratico occidentale. Le parole della senatrice Segre sono definitive: oggi «Bella Ciao» deve essere cantata per i difensori ucraini. E oggi chi si riempie la bocca di antifascismo deve dire una parola di chiarezza. In guerra non ci sono sfumature: o stai con gli invasori o con le democrazie occidentali che a Kiev difendono i valori di libertà di tutti noi». 

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