Sciame sismico a Parma, la scossa più forte di magnitudo 4.1 a Calestano: ecco la situazione
Top

Sciame sismico a Parma, la scossa più forte di magnitudo 4.1 a Calestano: ecco la situazione

Lo sciame sismico ha colpito in particolare i comuni di Langhirano, Calestano, Fornovo di Taro. Proprio a Calestano si è registrata la scossa più forte, di magnitudo 4.1.

Sciame sismico a Parma, la scossa più forte di magnitudo 4.1 a Calestano: ecco la situazione
Terremoto a Parma
Preroll

globalist Modifica articolo

9 Febbraio 2024 - 15.28


ATF

A Parma sono giorni molto difficili, a causa di uno sciame sismico che ha fatto avvertire alla cittadinanza oltre 120 scosse dal 7 febbraio. Secondo l’Ingv, lo sciame sismico ha colpito in particolare i comuni di Langhirano, Calestano, Fornovo di Taro. Proprio a Calestano si è registrata la scossa più forte, di magnitudo 4.1. Le profondità ipocentrali sono mediamente intorno a 18-20 km, con eventi che raggiungono profondità anche maggiori.

L’area interessata dalla sequenza in corso, rileva l’Ingv, ha una sismicità storica ben conosciuta e nella quale è possibile riconoscere eventi con caratteristiche simili, anche se hanno avuto magnitudo più elevate. Un terremoto ben documentato è senz’altro quello del 4 marzo 1898, con una magnitudo stimata pari a 5.4, e che produsse effetti fino al grado 7-8 MCS in due località (Mattaletto e Vidiana) e del 7 grado MCS in otto località tra le quali Langhirano.

La scossa fu avvertita in gran parte del nord Italia. Si ricorda poi il terremoto del 9 novembre 1983, avvenuto tra Parma e Langhirano, di magnitudo Mw 5.0 e profondità di 18 km, che ha prodotto effetti fino al grado 7 MCS nella città di Parma, e soprattutto quello del 23 dicembre 2008, localizzato poco a sudest della sequenza attuale (zona epicentrale Neviano Degli Arduini), di magnitudo 5.4 e con caratteristiche simili ai terremoti di questi giorni. Infine la sequenza che nel mese di maggio del 2020 ha interessato un’area molto prossima, leggermente più spostata verso Parma, con epicentro a Felino. A partire dal 1 maggio 2020, si verificò, infatti, una sequenza di 73 scosse con magnitudo compresa tra 1.7 e 3.0.

Leggi anche:  Scossa violentissima in Birmania di 7.7: si temono migliaia di vittime

Sequenze di questo tipo, sottolinea comunque l’Istituto, sono comuni nell’Appennino settentrionale, così come in molte altre regioni d’Italia. Statisticamente, la maggior parte di esse termina dopo pochi giorni o qualche settimana, ma in alcuni casi possono durare più a lungo, soprattutto nei casi in cui si manifesti un terremoto più forte. L’area interessata dall’attuale sequenza è posta in una fascia a pericolosità sismica media e non è distante dalle zone dell’Appennino settentrionale caratterizzate da pericolosità molto alta, come quelle della Val di Taro e della Garfagnana.

Native

Articoli correlati