Covid, Agenas: terapie intensive stabili al 5%. Un anno fa si toccava il 33%
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Covid, Agenas: terapie intensive stabili al 5%. Un anno fa si toccava il 33%

L'occupazione delle terapie intensive da parte dei pazienti con Covid-19 è stabile, mentre un anno fa il trend era in crescita con numeri molto più alti. Confortanti anche i dati dei reparti ospedalieri di area non critica

Covid, Agenas: terapie intensive stabili al 5%. Un anno fa si toccava il 33%
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14 Marzo 2022 - 12.53


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L’occupazione da parte di pazienti con il Covid-19 delle terapie intensive, nelle ultime 24 ore è stabile al 5%. Un anno fa, si registrava un trend giornaliero in crescita che toccava il 33%. E’ ferma, invece, al 13%, l’occupazione dei posti letto nei reparti ospedalieri di area non critica, che un anno fa di questi tempi, continuava ancora a salire ed era quasi il triplo, toccando il 37%.

Lo indicano i dati del monitoraggio dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), aggiornati al 13 marzo 2022, confrontati con quelli del 13 marzo 2021. Nel dettaglio, rispetto al 12 marzo 2022, l’occupazione di posti letto in terapia intensiva da parte di pazienti con Covid-19 cala in Emilia Romagna (al 6%) mentre cresce in Campania (5%), Pa Bolzano (2%) e Sardegna (9%). E’ invece, stabile in 17 regioni o province autonome: Abruzzo (al 7%), Basilicata (1%), Calabria (7%), Friuli Venezia Giulia (5%), Lazio (8%), Liguria (6%), Lombardia (4%),Marche (5%),Molise (5%),Piemonte (4%), Pa Trento (2%), Puglia (6%), Sicilia (8%), Toscana (7%), Umbria (6%), Valle d’Aosta (3%) e Veneto (3%).

L’occupazione dei posti letto nei reparti di area medica (detta ‘non critica’) da parte di pazienti con Covid-19, invece, scende in 4 regioni o province autonome: Marche (11%), Pa di Bolzano (10%), Sardegna (19%), Toscana (12%); mentre torna a crescere in 3: Abruzzo (al 20%), Molise (13%) e Pa Trento (7%).
Il tasso e’ stabile nelle restanti 14: Basilicata (al 24%), Calabria (28%), Campania (13%), Emilia Romagna (12%), Friuli Venezia Giulia (11%), Lazio (16%), Liguria (15%), Lombardia (7%), Piemonte (9%), Puglia (19%), Sicilia (22%), Umbria (23%), Valle d’Aosta (13%) e Veneto (7%).

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