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L'Istituto Mario Negri: "Il 90% dei campioni sequenziati a Bergamo sono variante Omicron"

I dati emergono da una ricerca condotta dall’Istituto  di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e Asst Bergamo Est

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13 Gennaio 2022


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Secondo una ricerca condotta dall’Istituto  di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e Asst Bergamo Est, il 90% dei campioni di tamponi positivi sequenziati nell’area di Bergamo sono di varante Omicron. 

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“I dati finora in nostro possesso, non ancora sufficienti per avere un quadro completo della situazione, mostrano che la variante Omicron è molto più contagiosa delle precedenti, ma sembrerebbe interessare soprattutto le alte vie respiratorie, colpendo meno i polmoni e abbassando il rischio di un danno grave per il nostro organismo – spiega Ariela Benigni, segretario scientifico del Mario Negri e coordinatore delle ricerche di Bergamo e Ranica – La raccomandazione però è sempre quella di continuare con l’utilizzo delle protezioni individuali e con il rispetto delle norme igieniche, ma soprattutto proseguire la campagna vaccinale con terze dosi e prime dosi per coloro che ancora non si sono sottoposti al vaccino”

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“La sorveglianza genetica che stiamo attuando in collaborazione con il Laboratorio Analisi dell’Asst Bergamo Est è fondamentale per avere un quadro preciso dell’evoluzione dell’epidemia nella nostra provincia e oggi ci ha permesso di riscontrare la prevalenza di Omicron su Delta – afferma Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri – Al momento abbiamo in corso due pandemie che stanno causando gravi problemi, ma se Omicron dovesse prevalere definitivamente su Delta, la curva potrebbe scendere nelle settimane successive. Omicron potrebbe essere meno pericolosa ma può comunque essere letale: resta prioritaria la vaccinazione, completa di terza dose, che protegge dalla malattia grave anche con questa variante. Purtroppo il numero di non vaccinati è ancora alto: se tutti avessero completato il ciclo non saremmo nella situazione drammatica in cui ci troviamo”.

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“La circolazione di varianti che possono avere una maggiore trasmissibilità o eludere parzialmente la risposta immunitaria, che ha portato ad un inatteso aumento dei casi in paesi europei con alta copertura vaccinale, richiede un capillare tracciamento e sequenziamento dei casi. Questo virus ci ha abituato a molte sorprese, anche in tempi rapidissimi – commenta Massimo Giupponi, direttore generale di Ats Bergamo – Il sequenziamento è uno strumento indispensabile che abbiamo a disposizione sul quale ulteriormente investire tempo e risorse. Dalla preziosa collaborazione tra ASST Bergamo Est e Mario Negri sono scaturite evidenze significative per il proseguo degli studi in materia. Continuiamo la nostra battaglia anche con l’arma delle vaccinazioni poiché l’impegno che ci viene richiesto è notevole e investe più fronti”.

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