L'epidemiologa Lucia Bisceglia contro lo stop del report sui contagi: "È come rompere il termometro se si ha la febbre"
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L'epidemiologa Lucia Bisceglia contro lo stop del report sui contagi: "È come rompere il termometro se si ha la febbre"

La presidente dell'Associazione italiana di epidemiologia Aie vorrebbe mantenere il conteggio quotidiano di nuovi casi, ricoveri e morti Covid

L'epidemiologa Lucia Bisceglia contro lo stop del report sui contagi: "È come rompere il termometro se si ha la febbre"
L'epidemiologa Lucia Bisceglia
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12 Gennaio 2022 - 11.22


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C’è chi vorrebbe stoppare il bollettino quotidiano dei contagi Covid ma non tutti sono d’accordo. Proprio come Lucia Bisceglia, presidente dell’Associazione italiana di epidemiologia Aie: “È come rompere il termometro quando abbiamo la febbre. Il monitoraggio dei contagi giornaliero è una guida”. Lei manterrebbe il conteggio quotidiano di nuovi casi, ricoveri e morti Covid. E spiega perché in un’intervista al ‘Corriere della sera’. Il bollettino diffuso ogni giorno è “il termometro della situazione, perché i ricoverati e i decessi sono proporzionati ai positivi. Quindi possedere informazioni costanti e tempestive ogni giorno ci mette nella condizione di intercettare sul nascere i segnali di allerta. Sono informazioni in base alle quali disegnare previsioni e costruire orizzonti”, ha sostenuto l’esperta.

“Si può discutere sulle modalità di comunicazione che però vengono adottate in modo simile da molti Paesi – riflette – Far conoscere tutti i numeri trasmette all’opinione pubblica la sensazione che nulla venga nascosto. Qualunque decisione venga presa è importante comunque che si continui a rendere disponibili i dati giornalieri, indipendentemente dalla pubblicazione del bollettino per il pubblico”.

Siamo, conclude Bisceglia, “in una fase di salita della curva e quindi è fondamentale mantenere la sorveglianza di tutti gli elementi che possono aiutare a governare la pandemia. È evidente che una fase diversa richiederà strumenti diversi come ad esempio avviene per il monitoraggio dell’epidemia influenzale che, attraverso una rete di medici sentinella, è basato sulla rilevazione dei casi di malattia raccolti dall’Istituto superiore di sanità: si tiene conto dei sintomi e parallelamente va avanti la sorveglianza sulla circolazione dei virus”.

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