I dati della Fondazione Gimbe: "In calo tutti i dati, in ospedale solo i no-vax"

Scendono i nuovi casi (-14,7%), i ricoveri ordinari (-3,3%) e le terapie intensive (-1,6%). 200mila somministrazioni in meno rispetto alla scorsa settimana

Covid in Italia

Covid in Italia

globalist 16 settembre 2021

Senza il negazionismo, questo paese avrebbe un livello di salute assai migliore rispetto a quello che già ha, perché i dati rassicurano sulla volontà degli italiani di guarire e affossano tutte le teorie no-vax.

Scendono i nuovi casi (-14,7%), i ricoveri ordinari (-3,3%) e le terapie intensive (-1,6%). In ospedale ci sono quasi esclusivamente persone non vaccinate.

Lo afferma la Fondazione Gimbe nel consueto monitoraggio settimanale sulla situazione Covid in Italia nella settimana 8-14 settembre. Gimbe rileva tutti i numeri in calo, compresi quelli di ricoveri e terapie intensive.

Per quanto riguarda la campagna vaccinale: frenata delle prime somministrazioni (-200 mila rispetto alla settimana precedente), l'esitazione persiste soprattutto negli over 50. Gimbe rileva inoltre che ci sono 10 milioni di dosi in frigo e ancora oltre 3 milioni di over 50 senza alcuna copertura. Per quanto riguarda le "cure domiciliari": la disinformazione pubblica, secondo la Fondazione, confonde le persone e danneggia la salute. 

In calo ricoveri: -3,3% in reparti ordinari; -1,6% in terapia intensiva -  Sono in calo dunque i casi attualmente positivi (122.340 vs 133.787), le persone in isolamento domiciliare (117.621 vs 128.917), i ricoveri con sintomi (4.165 vs 4.307) e le terapie intensive (554 vs 563). A livello nazionale il tasso di occupazione rimane basso (7% in area medica e 6% in area critica), anche se persistono notevoli differenze regionali: per l’area medica si collocano sopra la soglia del 15% Sicilia (21%) e Calabria (17%); per l’area critica sopra la soglia del 10% Marche (13%), Sicilia (11%) e Sardegna (11%).

"Iniziano a scendere anche gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe – con una media mobile a 7 giorni di 36 ingressi/die rispetto ai 42 della settimana precedente".

Ancora 33,7% tra i 12-19 anni senza nemmeno una dose - Con le scuole già ripartite, preoccupa che nella fascia 12-19 anni, nonostante il costante incremento delle coperture, ancora 1,53 milioni di ragazzi (33,7%) non abbiano ricevuto nemmeno una dose di vaccino, con rilevanti differenze regionali. 

Il 67,5% dei sardi ha completato il ciclo vaccinale - Il 67,5% dei sardi, contro il 68% degli italiani, ha completato il ciclo vaccinale, mentre vi è un ulteriore 8,4% (media Italia 6,1%) che ha ricevuto solo la prima dose.

Lo rileva la Fondazione Gimbe nel consueto monitoraggio settimanale. Gli over 50 anni che non hanno ricevuto nessuna dose di vaccino rappresentano l'11,4% contro l'11,1% in Italia. Arriva invece la conferma che a trainare la campagna di vaccinazioni in questa fase è la popolazione 12-19 anni: in Sardegna i giovanissimi che non hanno ricevuto nessuna dose di vaccino sono pari al 25,5%, mentre nel resto del Paese il dato si attesta sul 33,7%. 

Cartabellotta: "Disinformazione su cure a casa, si confondono italiani" -  "E' inaccettabile la presa di posizione di personaggi pubblici, tra cui medici e politici, che, sovvertendo la metodologia della ricerca scientifica, alimentano la disinformazione mettendo a rischio la salute delle persone. Soprattutto di quelle indecise, che rifiutano vaccini efficaci e sicuri confidando in protocolli di terapia domiciliare non autorizzati o addirittura in farmaci dannosi e controindicati". Lo rimarca Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nel commento al report settimanale tornando sulle polemiche intorno ai protocolli di cure domiciliari anti-Covid rilanciati sui media. Cartabellotta ricorda il contesto in cui si innestano queste polemiche.

"Il progressivo aumento delle coperture vaccinali e l'adesione ai comportamenti individuali hanno permesso di contenere la quarta ondata e i nuovi casi e i ricoveri hanno finalmente iniziato a scendere. Tuttavia - osserva - con l'autunno alle porte, la riapertura delle scuole e i 9,4 milioni di persone, oltre agli under 12, che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino, si rischia una ripresa della circolazione del virus e un aumento delle ospedalizzazioni con conseguenti limitazioni nell'assistenza ai pazienti non Covid".