Svolta nel caso Eitan: il bambino era terrorizzato dalla figura misteriosa di un 'uomo con i baffi'

Nella vicenda spunta una figura che, secondo gli zii paterni, avrebbe interrogato a lungo il bambino, tanto da sconvolgerlo. La famiglia affidataria denuncia: "è come un prigioniero di Hamas"

Eitan e il nonno materno

Eitan e il nonno materno

globalist 14 settembre 2021
Come scrive Manuele D'Alessandro - Agi - lo zio materno, secondo il quale la famiglia Peleg tiene Eitan come "un detenuto in una prigione di Hamas", ha raccontato di incontri che il bambino avrebbe avuto con un misterioso individuo mentre era affidato ai nonni materni.
C'è infatti un misterioso "uomo con i baffi" nella vicenda del piccolo Eitan, il bambino - unico superstite della tragedia del Mottarone - rapito dal nonno che lo ha portato in Israele. 
Or Nirko in un'intervista a N12 ha sottolineato che le "possibilità di fare pace tra le due famiglie sono finite".
"Questa non è una battaglia legale ma un crimine serio: per la Convenzione dell'Aja è un sequestro", ha affermato Nirko, sottolineando che "le autorità giudiziarie in Israele dovrebbero sapere che è stato rapito. La famiglia Peleg si rifiuta di dire dove si trovi, lo tengono in un buco". 
Quanto al trattamento medico del piccolo Eitan allo Sheba Medical Center, come sostenuto dalla zia materna, Nirko ha risposto che sono andati a controllare e "non c'è nessun Eitan li'". 
Dell'"uomo coi baffi" il piccolo avrebbe riferito agli zii dopo un incontro con i nonni materni. "Nel corso di una visita Eitan è stato tenuto due ore e mezza dentro la macchina da Ester Cohen (la moglie di Shmuel Peleg, nonna del bambino e anche lei indagata, ndr) e interrogato da una persona sconosciuta che non si è mai identificata e che ha detto che il suo lavoro è cambiare i baffi. Gli ha fatto un sacco di domande e Eitan era sconvolto quando è tornato a casa, aveva gli incubi".
Il bambino sarebbe stato "in agitazione tutte le volte che incontrava il nonno" che poi l'ha rapito.
"Andrebbe chiesto a Eitan con chi vuole stare, attraverso il suo ascolto e la verifica delle sue reali condizioni attraverso una consulenza tecnica, quindi in contraddittorio" dice all'AGI l'avvocato Sara Carsaniga, che fa parte del pool di legali che assiste il nonno del bimbo. Il legale ricorda che questa consulenza in precedenza era stata rigettata: "Il contraddittorio in Tribunale è stato sempre a favore di una parte sola".