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Grazia Pradella e il coraggio di ordinare il sequestro di una caserma dei carabinieri

Il procuratore capo di Piacenza è stata l'ultima magistrata a indagare su Piazza Fontana: nei tempi in cui la magistratura è attraversata da veleni è un buon esempio per ritrovare un po' di fiducia.

Grazia Pradella, procuratore capo di Piacenza
Grazia Pradella, procuratore capo di Piacenza

globalist

23 Luglio 2020 - 16.11


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Lei si chiama Grazia Pradella, è il procuratore capo di Piacenza. Mi viene da pensare che se ci fosse stato un uomo, al suo posto, non avrebbe ordinato il sequestro di una caserma dei carabinieri, quella dove lo Stato si è trasformato in un zimbello e i suoi servitori in un gruppo di carogne.
Non era mai accaduto in Italia: una caserma posta sotto sequestro. E’ un gesto così forte, assoluto e coraggioso. Pradella è stata l’ultima magistrata a indagare su Piazza Fontana: chiese il rinvio a giudizio per i quattro neofascisti imputati di strage: Carlo Maria Maggi, Delfo Zorzi, Giancarlo Rognoni, Carlo Digilio.

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Per anni, dopo aver parlato con chiarezza di depistaggi e connivenza di apparati della Repubblica dietro l’attentato di Milano, ha ricevuto minacce su minacce. Fu definita il “pm più scortato del nord d’Italia”, tanto che le famiglie della scuola di suo figlio, quando il bimbo aveva solo 5 anni, fecero una raccolta di firme per estrometterlo dalla primaria di Basiglio: troppo pericoloso avere in classe il bambino della Pradella.

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A Imperia le fu tolta la scorta, invece, nonostante due strani furti in casa, ladri che portarono via non soldi ma il fascicolo di un’inchiesta sulla quale stava lavorando.
Nei tempi in cui la magistratura è attraversata da veleni, da ombre lunghe e nere, questa donna “piccola, minuta e determinata”, come la definì Barbacetto, è un buon esempio per ritrovare un po’ di fiducia.

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