I figli di Vincenzo Muccioli querelano Netflix: ricostruzione distorta del padre nella serie su San Patrignano

L'accusa è di diffamazione aggravata: secondo la ricostruzione della docuserie si gettano ombre sulla morte di Muccioli, avvenuta a causa dell'Aids per una presunta omosessualità

Stralci della docuserie 'Sanpa'

Stralci della docuserie 'Sanpa'

globalist 7 aprile 2021

Una serie tv che ha riportato luci e ombre della comunità di recupero per tossicodipendenti che salì alla ribalta fin dai primi anni ’80.

Andrea e Giacomo Muccioli, figli di Vincenzo il fondatore della Comunità di San Patrignano, hanno deciso di querelare per diffamazione aggravata Netflix, che ha realizzato il documentario sulla comunità e sulla figura del padre.

‘SanPa. Luci e tenebre a San Patrignano’, la docuserie di Netflix che riporta anche lunghi stralci di intervista ad Andrea Muccioli, avrebbe offeso la memoria del padre Vincenzo. Secondo i figli di Muccioli, assistiti dall’avvocato Alessandro Catrani, la serie fa una ricostruzione distorta della storia della comunità e del fondatore.

Sempre secondo la querela vi sarebbero delle allusioni e bugie come la presunta morte per Aids di Vincenzo Muccioli da ricondurre a una altrettanto presunta omosessualità.

La querela è stata presentata nei giorni scorsi ai carabinieri.
‘SanPa’ è la prima docu-serie originale italiana di Netflix, di Produzione 42, approdata il 30 dicembre 2020 sulla piattaforma streaming per una platea di 190 Paesi.

Scritta da Carlo Gabardini, Gianluca Neri, Paolo Bernardelli e diretta da Cosima Spender, è stata realizzata con 25 testimonianze, 180 ore di interviste e immagini tratte da 51 differenti archivi.

Dalla docuserie, a pochi giorni dalla disponibilità sulla piattaforma, la Comunità di San Patrignano si era già formalmente e “completamente” dissociata, definendo il racconto fatto “unilaterale”, “sommario e parziale”, con una narrazione focalizzata “in prevalenza” su “testimonianze di detrattori”.