Come un faro nella notte, la missione del Cirm che salva da 90 anni chi lavora in mare

Il 7 aprile, il Centro Internazionale Radio Medico, voluto da un medico di Trapani, Guido Guida e da Guglielmo Marconi, festeggia un traguardo importante. Vi raccontiamo il lavoro di un'eccellenza italiana che il Mondo ci invidia.

Come un faro nella notte, la missione del Cirm che salva da 90 anni chi lavora in mare
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5 Aprile 2025 - 20.02


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Era il 7 aprile del 1935 quando un medico, il professor Guido Guida, ricevette, via radio a casa sua, a Roma, la prima richiesta di assistenza dal piroscafo Perla in navigazione nell’Oceano Atlantico che chiedeva aiuto per un fuochista con la febbre molto alta e convulsioni.

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Guida era nato a Trapani, conosceva il mare, le sue insidie e osservando le condizioni dei marittimi sbarcati in Sicilia, – spesso emaciati, malfermi sulle gambe, magrissimi e sofferenti – si rese conto che era necessaria una forma di assistenza a distanza per chi trascorreva mesi e mesi tra le onde, senza poter comunicare in caso di malattia con la terra ferma.

Chiese aiuto a Guglielmo Marconi, premio Nobel per la fisica nel 1909, il genio che sviluppò il sistema di telecomunicazione a distanza via onde radio, ovvero la telegrafia senza fili o radiotelegrafo. Anche Marconi amava il mare e conosceva i rischi che incontra chi lo attraversa. Insieme pensarono a una struttura che mettesse assieme la cura medica e la tecnologia più avanzata di quel periodo.

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Nacque così il Centro Internazionale Radio Medico, Internazionale perché la mission fu subito chiara: curare e soccorrere navi di tutto il mondo.  C.I.R.M. dunque, che lunedì 7 aprile compie 90 anni, una traversata lunghissima e che oggi offre assistenza gratuita h24, 365 giorni l’anno chi va per mare, chi lavora e viaggia sugli aerei, ma raccoglie anche le richieste di soccorso delle piccole isole lavorando in sinergia con le Capitanerie di Porto, la Guardia Costiera e se necessario la Protezione Civile. 

Un team di medici che oggi usa i telefoni satellitari, le strumentazioni più avanzate per ecografie, esami pressori ed elettrocardiogrammi a distanza, dota le navi di app studiate per sostenere una platea di lavoratori spesso invisibili, come i marittimi di ogni etnia, ogni nazionalità.

Oltre 140mila pazienti curati tra navi e aerei, circa un milione di messaggi medici inviati e ricevuti, migliaia di operazioni di soccorso aeronavale, un supporto sanitario costante: dalle gigantesche petroliere ai piccoli pescherecci. Questa in breve la missione del C.I.R.M., ospedale a distanza ed eccellenza italiana, top mondiale tra le strutture “gemelle” nel resto del Pianeta, Ente Morale dal 1950, e Centro Italiano Responsabile dell’Assistenza Tele medica Marittima (T.M.A.S.). Il 7 aprile il C.I.R.M., oggi presieduto dal professor Francesco Amenta e che opera in un villino nel quartiere Eur di Roma, festeggerà questo importante traguardo con i saluti e gli auguri delle massime istituzioni del Paese e grazie alla presenza, tra gli altri, della principessa Elettra Marconi e del Comandate Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera Ammiraglio Nicola Carlone.

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Non solo assistenza, ma anche studi e ricerche, analisi statistiche ed epidemiologiche, manuali e corsi realizzati per sostenere chi lavora tra le onde o le onde le attraversa per diletto. Il numero telefonico del C.I.R.M. è sempre acceso come un faro nella notte. 

Buon compleanno al Centro Internazionale Radio Medico, per altri 90 anni almeno di cura, di assistenza, di sostegno a chi ne ha bisogno. L’Italia e il mondo vi sono grati.

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