L’arresto della giornalista italiana Cecilia Sala a Teheran non è collegato, né costituisce una ritorsione, per la detenzione in Italia di Mohammad Abedini Najafabadi, cittadino iraniano arrestato lo scorso dicembre. Lo ha dichiarato Fatemeh Mohajerani, portavoce del governo della Repubblica islamica, durante un incontro con la stampa. “Ci auguriamo che la questione relativa alla giornalista venga risolta in tempi rapidi”, ha aggiunto Mohajerani, ribadendo che le autorità iraniane stanno trattando il caso secondo le loro procedure.
La storia
Cecilia Sala è stata arrestata a dicembre 2024 mentre si trovava a Teheran per realizzare un reportage. Le accuse inizialmente mosse contro di lei riguarderebbero presunte violazioni delle norme sulla sicurezza nazionale, accuse spesso utilizzate dalle autorità iraniane per ostacolare il lavoro di reporter stranieri.
L’arresto è avvenuto pochi giorni dopo che in Italia era stato fermato Mohammad Abedini Najafabadi, cittadino iraniano accusato di spionaggio e di attività legate alla proliferazione di tecnologie sensibili. Nonostante molti osservatori abbiano ipotizzato un legame tra i due episodi, il governo iraniano ha più volte negato qualsiasi correlazione.
Il caso ha suscitato molte proteste e se ne è anche parlato silla stampa internazionale e ci sono state numerose richieste di intervento da parte del governo italiano e di organizzazioni per la libertà di stampa, che chiedono la liberazione immediata di Sala e il rispetto dei suoi diritti come giornalista.