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La Russia accusa "forze esterne" per i disordini in Kazakhstan e parla di avere "eliminato" i rivoltosi

I rivoltosi armati circondano due ospedali. La banca centrale sospende le operazioni. Internet bloccato in tutto il Paese

La Russia accusa "forze esterne" per i disordini in Kazakhstan e parla di avere "eliminato" i rivoltosi
Rivolte in Kazakhstan

globalist

6 Gennaio 2022 - 15.10


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Mosca accusa ‘forze esterne’ per i disordini che hanno sconvolto il Kazakistan. Il governo di Nu’Sultan ha annunciato di aver reintrodotto per 180 giorni un tetto ai prezzi di benzina, gasolio e gas di petrolio liquefatto. Il brusco rincaro del prezzo del Gpl ha fatto scoppiare violente rivolte nell’ex repubblica sovietica.

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Oltre mille persone sono rimaste ferite nei disordini. Il Ministero della Salute parla di 400 ricoverati, 62 dei quali in terapia intensiva. 

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Mezzi militari con a bordo decine di truppe sono arrivati nella piazza principale di Almaty, la maggiore città kazaka – riferisce Reuters. I soldati hanno fronteggiato centinaia di dimostranti e – dice l’agenzia Tass – c’è stata un’intensa sparatoria davanti alla sede del Municipio. I disordini hanno causato “danni enormi” ad Almaty, riferiscono le autorità. Secondo la polizia un negozio di armi è stato saccheggiato. Testimoni hanno riferito che alcuni dimostranti sono armati di fucili mitragliatori. Dopo le proteste, esplose martedì a causa di un rincaro del gas, il presidente Kassym-Jomart Tokayev ha chiesto l’intervento del Csto,  l’Organizzazione del trattato per la sicurezza collettiva composta da sei ex repubbliche sovietiche.

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E sono subito giunte in Kazakhstan le prime truppe russe inviate per “stabilizzare” il Paese in seguito alle rivolte. I militari russi sono trasportate in Kazakhstan per via aerea e il contingente appena atterrato ha avviato le operazioni. La Csto riferisce che il suo compito principale sarà la protezione degli edifici governativi. All’operazione, spiega la nota, stanno partecipando effettivi di tutti i Paesi appartenenti all’alleanza che – oltre a Russia e Kazakhstan – include Armenia, Bielorussia, Kirghizistan e Tagikistan.

“Le truppe sono arrivate in piazza e hanno iniziato a ripulirla dai rivoltosi”, riferisce il cronista dell’agenzia russa Tass. Parola a cui segue l’annuncio che decine di rivoltosi che hanno preso parte ai disordini ad Almaty sono stati “eliminati” e la loro identità è in corso di identificazione, dice un rappresentante del dipartimento di polizia della città kazaka, Saltanat Azirbek. “La scorsa notte forze estremiste hanno cercato di assaltare gli edifici amministrativi, il dipartimento di polizia della città di Almaty, uffici distrettuali e stazioni di polizia”, ha dichiarato Azirbek alla televisione Khabar-24, “le decine di assalitori sono stati eliminati e le loro identità stanno venendo stabilite”. La portavoce ha inoltre esortato i residenti ad “evitare di uscire di casa per tutelare la loro incolumità”.

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La situazione è invece calma nella capitale kazaka Nur-Sultan, dove si stanno creando lunghe file ai bancomat nel tentativo di prelevare contante, dopo che la banca centrale ha annunciat la sospensione delle operazioni. Lo riferisce Tass.
Le strade sono affollate ma non sono in corso proteste, riferisce il corrispondente dell’agenzia russa, internet è ancora bloccato e la polizia pattuglia la città. 

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