Accusato di razzismo e omofobia: costretto a dimettersi un coach negli Usa

Jon Gruden, coach dei Las Vegas Raiders nel campionato Nfl è stato inchiodato da una serie di mail.

Jon Gruden

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Globalsport 12 ottobre 2021Globalsport

Una bufera scatenata dalle notizie diffuse nei giorni scorsi dal New York Times che ha riportato l’esistenza di una serie di email inviate tra il 2011 e il 2018. 

Il capo allenatore dei Las Vegas Raiders Jon Gruden si è dimesso dalla guida della squadra, scosso dalle accuse misoginia e omofobia, dopo essere stato già accusato di essere stato protagonista di commenti razzisti.

La decisione di Jon Gruden arriva dopo un tumultuoso periodo di 72 ore iniziato venerdì quando il "Wall Street Journal" ha rivelato che l'allenatore aveva usato un paragone razzista per descrivere il leader del sindacato dei giocatori, DeMaurice Smith.

Nell'e-mail, Gruden descrive Smith come avere "labbra delle dimensioni di pneumatici Michelin".

La National Football League (Nfl) ha condannato l'e-mail in una dichiarazione, definendola "spaventosa, odiosa e totalmente contraria ai valori della Nfl". 

Nei commenti durante il fine settimana, Gruden ha affermato di essersi "vergognato" dei suoi commenti, insistendo sul fatto che "non c'era un accenno di razzismo" in lui.

Il New York Times ha asserito di aver avuto accesso a diverse altre e-mail dell'allenatore in cui ha usato insulti omofobi e misogini per denigrare questioni come l'emergere di arbitri donne o il reclutamento di un giocatore gay.

In altre e-mail, avrebbe poi preso in giro i giocatori che hanno protestato durante l'inno nazionale degli Stati Uniti, chiedendo che venissero licenziati.

Nelle e-mail recensite dal quotidiano, Jon Gruden ha anche usato insulti omofobi per attaccare il commissario della NFL Roger Goodell.

Il Times ha riferito che le e-mail provenivano da un'indagine separata per cattiva condotta sul lavoro che non coinvolgeva direttamente Gruden. Queste e-mail erano indirizzate a Bruce Allen, ex presidente della squadra di football di Washington, mentre Jon Gruden lavorava come analista in studio per Espn.