Ucraina, c'è anche la guerra del grano: l'India blocca l'export per l'aumento dei prezzi
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Ucraina, c'è anche la guerra del grano: l'India blocca l'export per l'aumento dei prezzi

La decisione dell'India in risposta a "un aumento dei prezzi globali del grano che ha messo a rischio la sicurezza alimentare dell'India e dei paesi vicini e vulnerabili

Ucraina, c'è anche la guerra del grano: l'India blocca l'export per l'aumento dei prezzi
L'India blocca l'export di grano
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14 Maggio 2022 - 19.37


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Il governo indiano ha bloccato l’export di ogni tipo di grano, bene di cui è secondo produttore mondiale, con effetto immediato.

La decisione è stata resa nota a 24 ore dalla pubblicazione dei dati sull’inflazione annuale, salita all’8,38%, con i prezzi al dettaglio che, nel mese di aprile, hanno toccato il massimo storico da otto anni. La misura è destinata a dare un ulteriore scossone al mercato internazionale alimentare, già gravato dal corposo taglio dell’offerta dall’est Europa in seguito all’aggressione della Russia in Ucraina.

L’Ucraina e la Russia rappresentano un terzo delle esportazioni mondiali di grano e orzo. Dall’invasione da parte di Mosca del 24 febbraio, i porti dell’Ucraina sono stati bloccati e le infrastrutture civili e i silos di grano sono stati distrutti. Si calcola che il prezzo del cereale sia aumentato dall’inizio dell’anno di circa il 40%. 

La decisione del governo indiano
Dopo le decisioni prese già da altre nazioni, è arrivata anche quella dell’India, in risposta a “un aumento dei prezzi globali del grano che ha messo a rischio la sicurezza alimentare dell’India e dei paesi vicini e vulnerabili”. Il Paese consuma la maggior parte del grano che produce, ma si era prefissata l’obiettivo di esportare 10 milioni di tonnellate di grano nel 2022-23. Gran parte di questo sarebbe andato ad altre Nazioni in via di sviluppo come Indonesia, Filippine e Thailandia. L’idea del governo indiano è quindi quella di impedire che il grano vada “in modo irregolare in Paesi in cui potrebbe essere semplicemente accumulato o non soddisfare le esigenze alimentari di Paesi vulnerabili”, si legge in una nota del ministero Agricoltura. 

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