'L'amore in questa città': un romanzo inchiesta sul caso di Maria Concetta Zerilli
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'L'amore in questa città': un romanzo inchiesta sul caso di Maria Concetta Zerilli

Il nuovo libro di Salvo Palazzolo riporta alla luce il femminicidio di una ragazza palermitana, censurato dal regime nel 1935.

'L'amore in questa città': un romanzo inchiesta sul caso di Maria Concetta Zerilli
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26 Marzo 2025 - 21.46 Culture


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Nel 1935 una studentessa fu uccisa all’interno dell’ateneo, ma il regime impose il silenzio. Oggi un libro riporta alla luce la storia di Maria Concetta Zerilli, studentessa di vent’anni assassinata all’Università di Palermo. Nessuna traccia nei giornali dell’epoca, nessuna lapide a ricordare il femminicidio avvenuto nel palazzo in cui oggi ha sede la Facoltà di Giurisprudenza.

A riaccendere i riflettori su questa vicenda è stato il giornalista Salvo Palazzolo, inviato di Repubblica noto per le sue inchieste sulla mafia. Il suo nuovo romanzo-inchiesta, “L’amore in questa città” edito da Rizzoli, ricostruisce per la prima volta la storia di Cetti Zerilli, trovata morta la mattina del 17 settembre 1935 nell’armeria della coorte universitaria, oggi archivio della facoltà.

A ucciderla furono tre colpi di pistola, con accanto a lei il corpo senza vita di un uomo in camicia nera e stivaloni. “La polizia si affrettò a dire che era un caso di omicidio-suicidio. E il regime impose ai giornali la censura sull’intera vicenda”, racconta Palazzolo. Il libro riporta anche la storia del padre della ragazza che non credette mai alla versione ufficiale, sostenendo che l’assassino della figlia fosse un altro tanto da presentare un esposto a Benito Mussolini. La sua battaglia si concluse tragicamente nel 1937, quando fu arrestato durante la visita del Duce in Sicilia.

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Nino Marino, giornalista del Giornale di Sicilia, tentò di indagare sulla vicenda ma non poté mai scriverne. Tuttavia, affidò la storia a un giovane collega cronista, Aurelio Bruno, che anni dopo sarebbe diventato uno dei decani del giornalismo palermitano. Fu proprio Bruno a raccontare del femminicidio a Palazzolo, sebbene quest’ultimo non riuscì a trovare fonti a riguardo. Ma chi aveva interesse a nascondere il caso? Secondo Salvo Palazzolo dietro l’insabbiamento ci fu l’intervento di un esponente autorevole del partito fascista, inviato a Palermo per mettere a tacere la vicenda.

Un lavoro di ricerca negli archivi storici ha permesso di ritrovare importanti atti, rivelando anche la partecipazione alle indagini di un giudice istruttore dell’epoca. “Non tutto è scomparso”, afferma Palazzolo. “Ho ritrovato le lettere sequestrate a Cetti Zerilli, che sono un bellissimo racconto di Palermo. Una studentessa di vent’anni voleva vivere la sua vita in libertà, ma il regime fascista ha cancellato il suo stesso nome dopo che venne uccisa”.

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Oggi, con la pubblicazione di “L’amore in questa città”, la storia di Maria Concetta torna finalmente alla luce. Un caso di femminicidio e censura che parla al presente, soffermandosi sul diritto alla verità e alla libertà. “Adesso è venuto il momento che Palermo ricordi questa storia emblematica e onori la memoria di una giovane donna libera e appassionata”, conclude Palazzolo.

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