50 anni di Roberto Bolle, il primo ballerino che continua a incantare
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50 anni di Roberto Bolle, il primo ballerino che continua a incantare

Aumenta l’attesa per i nuovi progetti dell'étoile. Ecco cosa prospetta per il futuro.

50 anni di Roberto Bolle, il primo ballerino che continua a incantare
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26 Marzo 2025 - 17.07 Culture


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Oggi, 26 marzo, l’étoile del Teatro alla Scala spegne cinquanta candeline, ma nulla sembra fermarlo. Dopo essersi esibito nelle sale vuote di Palazzo Barberini a Roma fra i quadri di Caravaggio, con i quali il suo corpo statuario sembra confondersi, Roberto Bolle continua a dar vita alle opere del Merisi. 

Il primo dei suoi attesissimi progetti lo vede promotore e protagonista dell’opera intera ‘Caravaggio’ di Mauro Bigonzetti, scritta nel 2008 per debuttare allo Staatsballet Berlin e diretta da Vladimir Malakhov. Questa arriverà per la prima volta in Italia il 9 maggio a Firenze al Teatro del Maggio Fiorentino per poi far tappa al Teatro degli Arcimboldi a Milano dal 15 al 21 maggio. «Quello di portare l’opera intera di Caravaggio di Bigonzetti in Italia – rivela lo stesso Roberto Bolle – era un sogno che accarezzavo da tempo. Sono felice di esserci finalmente riuscito e ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato».

Il secondo, invece, è ritornare in prima serata su Rai1 con la seconda edizione del programma televisivo ‘Viva la Danza’, in onda il 29 aprile in occasione della Giornata Mondiale della Danza. Dalle immagini in anteprima si intuisce che co-protagonisti saranno il primo ballerino del Teatro alla Scala di Milano Timofej Andrjashenko e il giovane critico d’arte Jacopo Veneziani. 

«Nell’edizione di quest’anno di Viva la Danza – commenta il primo ballerino – siamo riusciti a dare un bellissimo sviluppo al concetto di ‘danza diffusa’ che accompagna sempre i miei progetti. Oltre a questa incredibile sera in cui abbiamo fuso l’arte in movimento per eccellenza con quella sempiterna di Caravaggio, andremo anche a danzare tra i monumenti e il Teatro La Fenice a Venezia e poi a Verona».

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