Il 23 Febbraio del 1453 Gutenberg stampava la prima Bibbia
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Il 23 Febbraio del 1453 Gutenberg stampava la prima Bibbia

Dopo l' invenzione del torchio e del carattere mobile, l' orafo stampa a Magonza la prestigiosa opera detta anche "Mazzarina". I libri conquistano l' Europa. La rilevanza del veneziano Manuzio.

Il 23 Febbraio del 1453 Gutenberg stampava la prima Bibbia
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26 Febbraio 2025 - 15.51 Culture


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di Arianna Scarselli

L’invenzione della stampa è attribuita, oggi, a Gutenberg, un orafo di Magonza che si ispirò al funzionamento dei torchi per l’uva per creare il torchio tipografico intorno al 1450. Il 23 febbraio di tre anni dopo, nel 1453, quindi oltre mezzo secolo fa, dà alle stampe la sua opera più famosa: la Bibbia, detta Mazzarina o a 42 linee.

Quella Bibbia si presenta con un formato che riprende quello dei libri manoscritti, è strutturata in due grandi volumi “in folio” (quindi i fogli presentano una sola piegatura e quattro facce, ciascuno per un’altezza di almeno 38 cm) e si ipotizza una tiratura di circa 200 copie; il testo è scritto su due colonne di 21 linee con carattere gotico. Il carattere gotico, la littera textualis, si ispira alla scrittura amanuense tardo-medievale; difatti sarà solo in un secondo momento che verrà introdotta la minuscola carolina, simile al tondo romano, nel circuito produttivo delle stamperie.

È interessante vedere come il cardinale Enea Silvio Piccolomini in una lettera del 1455 afferma di aver visto in vendita a Francoforte una Bibbia “di scrittura molto chiara e corretta, senza errori da nessuna parte, che Sua Signoria avrebbe letto senza fatica e senza occhiali”; si riferisce alla Bibbia a 42 linee di Gutenberg, ma il cardinale Piccolomini non specifica che cosa rende questo libro così diverso da quelli visti fino ad allora e cioè che è stato stampato e non è manoscritto.

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È altrettanto importante ricordare che l’invenzione della stampa non ha sancito la morte del libro manoscritto che però è stato costretto a evolversi: si è infatti affermato un commercio di manoscritti di lusso affiancato dalla documentazione di tribunali, cancellerie e tutti i documenti la cui trasposizione e copiatura in grandi tirature era superflua.

In Italia la stampa arriva intorno al 1470 ma sarà con Manuzio che la tecnica verrà perfezionata e innovata: Manuzio, tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, con l’aiuto dell’umanista e grammatico Pietro Bembo, si specializza nell’editoria greca vedendo nella Venezia bizantina una forte richiesta che restava insoddisfatta. 

Manuzio inoltre pubblicherà varie opere in latino e altrettante dei due massimi autori del 1300: Petrarca e Dante. Lo stampatore è ricordato anche per l’invenzione del sistema di interpunzione a 6 punti, per aver pubblicato la prima Collana editoriale e la creazione di un nuovo carattere: l’umanistica corsiva, oggi meglio conosciuta come italico. 

Ben presto si sviluppa la necessità di creare un catalogo, una bibliografia delle opere stampate e nel 1545 effettivamente venne pubblicata la Bibliotheca Universalis di Conrad Gesner. Questo fu uno fra i tanti tentativi di registrare tutto lo scibile stampato da Gutenberg in avanti ma fu chiaro già allora che si trattava di un’operazione impossibile. Questi cataloghi inoltre finirono per favorire l’Inquisizione e la caccia ai libri proibiti.

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La diffusione geografica degli stampatori è stata influenzata da tantissimi fattori, ma una spinta enorme arriva sicuramente dalle Università e dai grandi flussi commerciali. 

Dottori delle Università collaborano con editori e stampatori per scrivere nuovi manuali da immettere poi nel sistema universitario. Testi letterari sono affiancati da manuali che insegnano ogni tipo di mestiere e in tutta Europa si diffondono opuscoli, pamphlet e flugschriften (“fogli volanti”) che invitano alla discussione e al confronto tutta la popolazione.

Una delle persone che compresero immediatamente il potenziale della stampa è Lutero, le idee della Riforma viaggiano tra i fogli e i libri che si presentano con titoli e illustrazioni quasi identiche a quelle dei volumetti eterodossi riuscendo così a raggiungere anche Roma e i territori più cattolici. Per far fronte al dilagare delle idee ortodosse, la Chiesa di Innocenzo III declama l’Inter multiplices, questa bolla è il fondamento della censura preventiva. Essa infatti permetteva di ottenere la concessione a stampare solo a coloro che non avevano mai espresso alcun pensiero contrario alla religione o la morale (cattolica). La difficoltà nello stampare i libri dalle idee riformatrici verrà aggirata dai commerci e l’importazione da città più libere come Lione o Basilea. 

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L’invenzione della stampa ha davvero cambiato il corso della storia ma è stato un processo lungo e complesso e rischia di essere fuorviante ridurlo a poche date cardine o azioni eclatanti. Sicuramente è stata una delle più grandi rivoluzioni della “biografia” umana esattamente come lo è oggi la rivoluzione tecnologica della rete. Era il 1991 quando nasceva il World Wide Web, 34 anni dopo vediamo un Internet in continua evoluzione e rapidissima crescita e ancora non possiamo sapere dove tutto ciò ci porterà.

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